Cambiare i rilasci di Ubuntu: si, ma nel modo giusto
La pubblicazione da parte di Scott James Remnant (ex dipendente di Canonical, ora lavora a Google) di un articolo “A new release process for Ubuntu?” ha riaperto nella community la discussione sui tempi di rilascio di Ubuntu.
Quello che Scott propone è un rilascio mensile (11.10, 11.11,…) mostrato sotto forma di normali update dove le funzionalità vengono rilasciate solo quando sono pronte e non in base ad una data di rilascio prestabilita, inoltre propone due canali beta e alpha: il primo andrebbe rilasciato poche settimane prima della nuova versione e servirebbe come testing mentre il secondo come ramo di sviluppo e considerato che sia il ramo principale sia quello beta dovrebbero rimanere stabili lo sviluppo si dovrebbe effettuare su dei PPA: un ppa per la nuova versione di Unity, uno per quella del software center…
Il problema
Scott sottolinea che lo sviluppo della 12.04 a causa di festività e pause si svolgerà in sole 13 settimane e poi si passerà subito a al bugfixing: un tempo così breve per lo sviluppo di grandi cambiamenti probabilmente non sarà abbastanza e di conseguenza si avranno release sempre meno stabili.
I rilasci di 6 mesi erano nati per allinearsi a di Gnome ma adesso che con il passaggio a Unity questo ha meno importanza (anche se la maggior parte dei componenti fanno sempre parte di Gnome) si può di cambiare questa regola, credo, senza grossi problemi.
La soluzione sbagliata
Il problema è serio, ho sempre sostenuto che sei mesi son troppi pochi per riuscire a fare uno sviluppo completo (basta vedere Unity nella 11.04) e molti tra cui diversi sviluppatori di Unity la pensano così.
Allo stesso tempo penso che la soluzione mostrata da Scott sia addirittura peggiore:

Google ha rilasciato due novità per Google Music Beta, 

